Di Valeria Caputo avevamo già parlato qui, esaltandone le doti espresse nel suo disco d'esordio. L'abbiamo incontrata e intervistata al Cosmonauta di Forlì, dove ci ha dedicato anche un piccolo live unplugged che troverete in fondo all'articolo, e rilasciato alcune notizie in esclusiva sul suo nuovo album, che uscirà a breve, probabilmente in questa primavera.
• Innanzi tutto: chi è Valeria Caputo?
Sbang!!! Che domanda!!! (ride) Potrei stare zitta anche per 24 ore prima di rispondere!
Comunque a parte gli scherzi, la mia visione è pirandelliana ed è per questo che mi viene da definirmi un essere trasversale: sono eclettica e sai, come spesso succede, ti capita di imboccare delle strade diverse rispetto alla direzione che ti sei prefissato inizialmente. Avrei voluto fare la pittrice da ragazzina invece oggi mi trovo a giocare con le note. Ho sempre cercato di portare la mia vita verso la strada principale dell’arte e ho sempre imparato da tutte le mie esperienza come in un grande puzzle. In un certo senso posso definirmi anche come una grande giocatrice! Sto cercando di far diventare la musica sempre di più il centro della mia vita, nonostante tutte le difficoltà materiali, e spero di farla diventare un qualcosa che mi riconosca un valore soprattutto a livello economico…perché di soli complimenti non si vive.
• Credi quindi nella musica come professione considerando la situazione attuale?
Ecco, non intendo “musica” come sola attività cantautorale. I miei studi e il mio percorso mi hanno formata come professionista nel campo audiovisivo.
Tra le varie scelte possibili, mi piacerebbe testarmi anche come produttrice. Insomma mi piacerebbe far convivere queste cose.
2. Ho letto che hai studiato e ti sei laureata al conservatorio in Musica Elettronica. Cosa ti ha spinta verso questa scelta?
Principalmente il mio interesse si indirizza verso la computer music, soprattutto dopo gli studi che ho conseguito presso la scuola di perfezionamento musicale di Saluzzo, l’APM, che mi ha formato come tecnico audio per le arti digitali. Il mio obiettivo successivo è stato quello di formalizzare la visione compositiva alternativa che mi poteva offrire la musica elettronica a livello espressivo, in modo da potermi confrontare anche all’interno di un ambiente riconosciuto come quello del Conservatorio di Bologna.
• Quindi sei attratta dalla capacità espressiva della musica elettronica…
Esatto. La musica elettronica ti permette davvero di tradurre ogni tuo pensiero in una verità e poi c’è anche un altro aspetto, ovvero che la musica elettronica è sì sicuramente una espressione musicale molto pensata però si affida spesso anche alla casualità, ad esempio da uno stimolo sonoro inaspettato può nascere addirittura un’altra composizione.. è un continuo incitamento creativo!
3. Nel tuo album “Migratory Birds” c’è una netta predominanza di strumentazione acustica. Come mai questo “dualismo” tra la tua formazione e questa scelta stilistica?
Nasco come cantautrice. Sono autodidatta e poi tutta la formazione è venuta successivamente, dai miei 20 anni, quando ho capito che volevo intraprendere professionalmente questa strada per cui ho cercato di specializzarmi in un settore che potesse introdurmi nel mondo del lavoro: quello tecnico. Nasco principalmente come una creativa e la tecnologia mi aiuta a tradurre le mie idee. Mi piace pensare di utilizzare le note come se fossero delle matite o dei pennelli. Ho una forte passione verso le arti visive e mi sarebbe piaciuto diventare una pittrice e poi sai…il decorso del fiume (come metafora della vita) mi ha portata ad esprimere la mia creatività utilizzando la musica, cosa non avevo assolutamente previsto inizialmente. Ormai compongo canzoni da… (ci pensa un po’) è quasi imbarazzante dirlo (ride), 20 anni!!! Ero un’adolescente quando ho iniziato.
4. Ora una classica domanda: quali artisti ti hanno maggiormente influenzata ?
Naturalmente la prima risposta che mi viene in mente è: tutto quello che ho ascoltato nella mia vita. In particolare tra gli artisti a cui ho prestato più attenzione ci sono, e parlo della mia adolescenza, i Doors che mi hanno aperto la mente non solo musicalmente ma anche a livello critico, stimolando lo sviluppo di un mio pensiero “politico” inteso nel senso più ampio. Penso alla musica come potentissimo mezzo di comunicazione e importante veicolo sociale, naturalmente è grazie al suo aspetto ludico e di intrattenimento che può arrivare a tutti.
• cioè la musica come unico mezzo per unire le persone al di là di ogni aspetto religioso, culturale, etnico…
Si. Come linguaggio universale è un mezzo molto potente. Quando capisci di avere uno strumento così importante in mano, ti rendi conto di avere una certa responsabilità. La musica apre verso l’infinito, hai un grandissimo compito sulle spalle, soprattutto quando senti che la musica è al centro della tua esistenza, del tuo “pensiero” .
Poi naturalmente e successivamente la mia ispirazione è venuta anche da altri artisti come ad esempio quelli rock del panorama inglese e americano degli anni 60/70…Janis Joplin, Jefferson Airplane, cantautoriale come Nick Drake, la Mitchell, ma anche il jazz, il funk, l’elettronica…adoro i Massive Attack ad esempio.
5. Cosa ne pensi del panorama musicale odierno in Italia?
Sono venuta a contatto con diverse realtà come ad esempio gli artisti di zona romagnoli e altri artisti della Puglia, la regione dalla quale provengo. Sinceramente non ho un’idea ben precisa: a me piace l’artista nell’ascolto live più che nel disco e tra gli artisti che mi sono rimasti impressi posso citarti la cantautrice Nicoletta Noè di Lodi che nel 2013 ha esordito con “il folle volo” pubblicato da Liquido Records di Bologna e che adesso vive a Cesena…lei ad esempio l’ho sentita live e devo dire che ha davvero talento. Ma molti altri come Bonomo, Bluesevil, Honeybird and Birdies, Silvia’s Magic Hands, Simona Gretchen, Moro,Francobeat, G.Toni…ce ne sono tanti qui in Romagna! Mi sono rimasti impressi anche gli Anonima Folk, una band di Taranto che scrive delle bellissime canzoni e ballate cantautorali. Posso dirti con certezza che prediligo ed apprezzo la prima “zona” dell’espressione di un gruppo o comunque di un cantautore, quando ancora si è legati alla propria verità.
6. Puoi dirci qualcosa del nuovo album?
Lo dico volentieri, non ne ho mai ufficialmente parlato prima, trattasi di un’esclusiva! Mi è venuta in mente un’idea abbastanza particolare, ovvero ho cercato di utilizzare la mia creatività a livello funzionale e registrare così un altro disco che si collegasse ma solo “trasversalmente” al lavoro precedente. Ho pensato al secondo disco come una scomposizione del primo, riutilizzando il materiale sonoro in termini elettroacustico: ho concepito quindi l’idea di riciclo del materiale sonoro, e come un’artigiana, sto ritagliando, spezzettando e frammentando le tracce delle composizioni precedenti in nuovi oggetti sonori che surrogati e ri-assemblati in una nuova visione creativa e articolazione compositiva creano una idea indipendente che non ha più nessun riferimento con il primo disco tranne che per il fatto di averlo utilizzato come “materiale sonoro”. E’ un’idea stramba, originale e ipertestuale e non ultima è una scappatoia per continuare col mio “puzzle”.
• quindi nei live ti vedremo con la strumentazione elettronica come sintetizzatori, campionatori, computer …
Praticamente si. Ancora non sono certa di come si svilupperanno i live perché sono in fase compositiva, farò le mie valutazioni successivamente però prevedo comunque una formazione ristretta in due o tre musicisti con la presenza di campionatori, computer.. una sorta di “live elettronics pop”.
7. Da dove vengono le tue ispirazioni? Cosa vuoi raccontarci con i tuoi testi?
Le mie composizioni sono quasi delle impressioni. Molto spesso scrivo testi intimisti per cui racconto di me, della mia realtà.. di cose piccole, di momenti microscopici che poi diventano delle storie, oppure mi rivolgo ad un ambito più ampio in cui divento quasi un po’ “l’artista pacifista” che si batte per le cause umanitarie.
8. Qual è la cosa che più ti ha dato la musica?
Mi ha dato la libertà. Mi piace il fatto di potermi esprimere musicalmente usando questo linguaggio così potente che è la musica. Quando compongo, ho un cielo blu davanti a me e scegliere le note che mi emozionano è come individuare le stelle che mi piacciono di più nel cielo.
9. Com’è stato autoprodurti rispetto all’affidarsi ad un’etichetta?
Nelle esperienze che ho vissuto, che ho anche visto vivere ad altri e soprattutto in questi tempi , ho preferito fare le mie esperienze in ambito musicale in modo indipendente poi ..chissà se riuscirò ad incontrare un produttore di alto livello che magari mi nota e produce il mio lavoro: mi piace pensare ad una produzione come ad una “collaborazione” che nasce da una “missione ed intenti comuni” piuttosto che dover cercare la classica etichetta per cui firmare un contratto. Il primo disco ad esempio, è stato prodotto grazie un progetto di crowd-founding, ovvero grazie alle persone e agli ascoltatori dal web che hanno anticipatamente prenotato una copia del mio disco ancor prima che uscisse. Devo dire che è stata anche una bella sfida perché tutto ciò significa avere una certa responsabilità che naturalmente mi lusinga. Anche per il secondo disco ho lanciato una campagna di produzione collettiva che si chiama “Be my producer” alla quale è possibile aderire da questo link: www.kapipal.com/valeriacaputonews .
10. Ultima domanda…cosa fa Valeria Caputo quando non suona?
Attualmente sto seguendo un corso di teatro espressivo che è partito nei primi tre mesi come teatro sinergico e ora si sta muovendo verso lo studio del clown. In generale tutto quello che faccio fuori dalla musica riguarda la mia formazione personale come essere umano che vuole sperimentare, crescere, costruire, ampliare le sue visioni. Posso definirmi come un ricettore/trasmettitore e sono proiettata verso la mia missione artistica. E’ questo il mio obiettivo. A livello strettamente lavorativo, lavoro nel campo del multimedia , conduco corsi, organizzo eventi , e delle volte o lavoro in campi che non hanno nessuna attinenza con la musica. In generale cerco sempre di dirigermi verso la mia dimensione creativa, ora, ad esempio ho iniziato una collaborazione in cui lavoro come sound designer…una professione che spero venga riconosciuta e impiegata anche in Italia!
Per chi volesse sostenere il suo nuovo lavoro, può farlo a questo link: www.kapipal.com/valeriacaputonews
La sua pagina facebook ufficiale per restare aggiornati su tutti gli ultimi sviluppi invece la trovate QUI
Intervista realizzata da Davide La Rocca & Giulia Zampa. Un ringraziamento speciale al Cosmonauta di Forlì per la disponibilità.
