Per questo gruppo emergente bolognese non servono molte
parole: a presentarli, infatti, il gran numero di adesioni su facebook e il fiume di recensioni che lo hanno consacrato all'unanimità come una delle
imperdibili novità nostrane all’interno del panorama Alternative- rock.
Fuggite con Alessandro Brancati (voce e canzoni), Davide Baldazzi (chitarre), Gigi Famini (basso) e Alessandro Soggiu ( batteria e percussioni). Vi porteranno “oltre il confine” dove troverete l’esplosione dell’anima del rock più puro.
Fuggite con Alessandro Brancati (voce e canzoni), Davide Baldazzi (chitarre), Gigi Famini (basso) e Alessandro Soggiu ( batteria e percussioni). Vi porteranno “oltre il confine” dove troverete l’esplosione dell’anima del rock più puro.
1. Aver studiato un po’ di russo mi ha fatto avere un occhio
critico verso la grafica del vostro nome: come mai avete scelto delle Matriosche?
Simboleggiano qualcosa di particolare per voi?
L’idea è stata tutta di Soggiu (batterista) che è anche
colui che si occupa di tutto il nostro aspetto grafico. In realtà la scelta non
vuole simboleggiare niente di particolare. La matriosca è un oggetto ambiguo,
ti guarda silenziosa, senza dire niente,
può sembrare triste o può sembrare che sorride. Resta immobile a fissarti. Vuole
trasmettere qualcosa, qualsiasi cosa.
2. L’ombelico del mondo, nel caso del vostro gruppo, è Bologna:
come vi ha ispirato questa città?
Il posto dove si nasce e si cresce è sicuramente
fondamentale. Purtroppo però a questa
domanda ancora non saprei dare una risposta precisa, sinceramente non mi sono
mai soffermato a valutare l’influenza datami dalla mia città. Credo che più
avanti nel tempo riuscirò meglio a fare luce sull’importanza e sugli effetti
che Bologna ha avuto su di me.
3. Joyello di Fardrock scrive che Le Strade “Si configurano
come una delle più promettenti next big thing del nostro panorama”. Dopo un’affermazione cosi, impossibile non
tirarsela. Come sono cambiati, se lo sono, i rapporti con gli altri dopo il
boom?
No no, ancora non ce la tiriamo, non abbiamo tempo per
farlo, mica siamo “I Cani”.
I rapporti non sono cambiati, abitiamo sempre nelle stesse
case, frequentiamo (un po’ meno) gli stessi amici di prima, suoniamo nella
stessa sala prove, i soldi sono pure di meno. Solo una cosa è cambiata: non
abbiamo più le fidanzate di prima.
4. Molto spesso ci si concentra sul prodotto finale senza
considerare il dietro le quinte: qual è invece il percorso che porta alla
nascita di una vostra canzone?Il nostro è abbastanza lungo. Solitamente io ( Alessandro Brancati) scrivo il pezzo completo di accordi, melodia e testo. In un secondo momento poi passiamo alla produzione e arrangiamento dello stesso pezzo in studio. Terminato questo iter, ci concentriamo sul lavoro in sala prove dove cerchiamo di rendere il tutto adatto da portare ad un live.
5. Questa me la servite su un piatto d’argento: quali sono state “Le Strade” che vi hanno portato sino al successo di oggi?
In realtà non ho un aneddoto particolare da raccontare, so solo
che ci siamo ritrovati tutti e quattro con la voglia di mettere in piedi questa
cosa e abbiamo scoperto che per altro ci viene pure bene. Detto sinceramente,
lo facciamo e basta.
Quest’anno ci è andata molto bene: ci siamo ritrovati
dall’essere niente all’esistere davvero. Fino a 40 recensioni positive e adesso
un tour per portare in giro “In Fuga Verso Il Confine”.
E’ un percorso dove piano piano si fa tutto e si intrecciano tante strade, diciamo che non stiamo viaggiando il linea retta ma andiamo avanti. L’ultimo tassello è lo stadio, fino a che non ci arriviamo, si continua.
6. Nel 2013 vi siete esibiti al Frogstock di Riolo Terme accanto ai Marta Sui Tubi. Qual è il flashback più forte se ripensate a quell’esperienza?
E’ un percorso dove piano piano si fa tutto e si intrecciano tante strade, diciamo che non stiamo viaggiando il linea retta ma andiamo avanti. L’ultimo tassello è lo stadio, fino a che non ci arriviamo, si continua.
6. Nel 2013 vi siete esibiti al Frogstock di Riolo Terme accanto ai Marta Sui Tubi. Qual è il flashback più forte se ripensate a quell’esperienza?
Sicuramente le migliaia di persone sotto il palco, sotto di
noi. Beh, la prima volta fanno un certo effetto.
7. E’ partito il tour che vi vedrà in giro per l’Italia: tre parole per descrivere i vostri live.
Fuoco, melodia, classe.
8. “I have a dream”…collaborazione da sogno con chi?
Ci piacerebbe tantissimo collaborare con i “Primal Scream”
9. Tutti i contatti per seguirvi
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In Fuga Verso Il
Confine
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