domenica 30 marzo 2014

FROM THE TOWN OF FOOLS WITH LOVE- INTERVISTA A LE IDI DI MAGGIO



C'era una volta, in una regione centrale centrale, un minuscolo paesino, nascosto e ameno ma non troppo, ricco di salite, di discese e di gente matta. Qui, nel 2005, dei giovanissimi folli hanno dato vita
agli Skaouts, una formazione musicale che con le sue cover di pezzi ska e una forte presenza scenica si è fatta un nome nel panorama live del centro Italia.

Oggi, gli Skaouts si sono evoluti nelle Idi di Maggio. La voglia di fare di questi ragazzi è cresciuta insieme alle loro barbe: infatti, tra circa un mese e mezzo pubblicheranno il loro primo album di inediti, "Mokajena", nel quale ripongono forti speranze.
Chi sono, oggi, questi giovani ragazzi di Gubbio, e cosa fanno?
Per scoprirlo abbiamo intervistato per voi tre dei componenti: Andrea Benedetti (batteria), Alessandro Scalamonti (voce) ed Andrea Sebastiani (basso).
 
1) Avete cambiato il vostro nome da Skaouts a Idi di Maggio: una bella differenza! Come mai questo cambiamento? Perchè avete scelto questo nome?
Alessandro: Il cambio di nome è stato necessario per due motivi: era l'ultimo momento utile per farlo, prima dell'uscita dell'album, e poi per il fatto che abbiamo deciso di fare solo canzoni nostre, inedite. Portare queste con il nostro vecchio nome avrebbe significato ricondurle troppo ad un certo tipo di stile, di spettacolo, che è diverso da quello che attualmente facciamo: quello era uno spettacolo legato più di tutto alle cover, al fatto di essere una sorta di orchestra da ballo alternativa. Anche il genere che facciamo non è più semplice ska, ma è in continua evoluzione, è molto libero. Così, dopo vari tentativi, è venuto fuori questo nome. Che poi, c'è da dire che noi non siamo mai stati tanto bravi con i nomi, eh.. 

2) Parlando un momento in termini "tecnici": sotto quale genere vi piazzate, secondo voi? Del tipo: hard rock, funk, RnB...
Andrea S.: ...è che purtroppo ancora un'identità musicale definita non c'è, o meglio è in evoluzione.
Alessandro: Esatto, e questo primo disco la rappresenta in modo evidente perchè è diviso in due tronconi: il primo ha un'influenza prettamente in levare, ti parlo di pezzi come "Mogano" e "Adaluise" e "Voglio tutto", nel secondo invece abbiamo provato a sperimentare andando oltre i canoni della canzone ska o reggae. Ciò che è uscito da questa sperimentazione è quello che si vedrà poi sviluppare nel tempo, visto che anche le canzoni extra-album che eseguiremo dal vivo seguono più questo filone che l'altro. Per definire un po' le influenze su questa parte di brani...beh, c'è tanto, perchè siamo tanti e ognuno di noi porta nel gruppo un pezzetto di esperienza musicale! C'è un grande mix di musica bianca, rock'n'roll, e qualche sentore di soul, di funky.

3) Il 15 Maggio uscirà finalmente il vostro primo album. Vi va di dare una breve spiegazione per il titolo "Mokajena", soprattutto per chi non vive nel circondario?
Andrea S.: Inizialmente Mokajena doveva essere il nuovo nome della band, ma poi abbiamo cambiato idea. Abbiamo però deciso di mantenere comunque quella parola, "declassandola" a titolo dell'album. "Mokajena" deriva dal nome di una frazione di Gubbio, Mocaiana: abbiamo voluto giocare con la pronuncia del posto, "mocaiena", e da qui ci siamo immaginati un animale sconosciuto, un ibrido tra una caffettiera ed una iena, che poi abbiamo utilizzato come copertina del disco.

Copertina dell'album "Mokajena, illustrazione realizzata da Luigi Stefano Cannelli

4) Quattro parole per descrivere "Mokajena"?
Multi(vitaminico, colore...). Dinamico. Creativo....e Blu.

5) Chiudete gli occhi un attimo. Concerto perfetto, state a spaccà li culi, siete nella location ideale...due domande a bruciapelo: siete sobri?
NO. 
Ovviamente. Dove siete?
Alessandro: un festival a Milano.
Andrea B: in un Alcatraz riempito fino all'orlo, come hanno fatto gli Afterhours con i due concerti sold-out.
Andrea S: da qualche parte in Inghilterra. 

6) Torniamo però all'album, anzi, al primo singolo pubblicato, "Pane&Coniglio", il cui videoclip è uscito meno di due settimane fa. Come avete realizzato questo video? E cosa c'è dietro l'esplosione finale del palloncino?
Andrea B.: Eravamo tanti, avevamo pochi giorni a disposizione, avevamo bisogno di creare una situazione semplice da eseguire.
Andrea S.: In quell'ufficio ad un certo punto c'erano tipo sessanta persone!
Andrea B.: Comunque, abbiamo strutturato il video seguendo la linea del testo. Raccontiamo una diatriba tra impiegato e datore di lavoro, simbolo di quella che è una precarietà molto comune.
Alessandro: C'è però, ad un certo punto, anche una reazione: tutto l'ufficio esplode in un'insubordinazione, mettendo su un concerto proprio sul posto di lavoro, e il datore di lavoro se la prende in quel posto. L'esplosione finale è un po' brigatista, ma è assolutamente un effetto non voluto. Non siamo gente violenta.

7) "E poi se la gente sa/ e la gente sa che sai suonare/ suonare ti tocca/ per tutta la vita/ e ti piace lasciarti ascoltare", diceva De Andrè ne "Il suonatore Jones". Quali sono le vostre ambizioni per il futuro? Avete già qualcosa in cantiere, per esempio un tour?
Alessandro: Ovviamente la speranza principale è che ciò che facciamo possa diventare la nostra vita, perchè è quello che più ci piace fare e che ci piace fare tutti insieme: siamo una vera e propria band da questo punto di vista, siamo gli stessi da sempre. Per quanto riguarda le prospettive, dal 29 Aprile partirà il Mokajena Tour, la cui prima data si terrà ad Urbino con un grande ospite, Cisco dei Modena City Ramblers, che ci ha onorati della sua grande presenza nell'album; passeremo poi per Roma, Bologna, Verona, Perugia, Milano...

8) Ci avete detto un sacco di cose carine e simpatiche, però...ragazzi, via, ditelo: perchè diavolo la gente dovrebbe ascoltarvi?! Insomma, qualche motivo che vada oltre al fatto di essere undici bei maschioni, tutti fori de capoccia.
Alessandro: Grazie, grazie, però ti suggeriamo un oculista intanto! Scherzi a parte, direi che c'è solo una ragione che potrebbe essere valida. Guardando la situazione della musica indipendente italiana, si vede che questa è molto divisa in settori a cui devi appartenere per essere credibile. Noi siamo semplicemente quello che siamo.
Dato che veniamo dalla provincia della provincia, dato che per generazioni abbiamo vissuto e subito l'influenza di tutta la musica perchè abbiamo avuto accesso a YouTube, Spotify ecc, siamo totalmente contaminati dal mondo che viviamo. Perciò noi cerchiamo di suonare tutto questo, che è tanto.
Non potremmo mai essere un gruppo punk, o ska di derivazione mod, perchè non abbiamo mai vissuto appieno queste sottoculture. Quello che ne viene fuori è un qualcosa di nuovo: partendo dall'ampia formazione, guardando gli stili e le tematiche che trattiamo, fatico a trovare qualcosa che somigli a noi, in senso sia negativo che positivo.
Andrea B.: Indubbiamente Mokajena è un disco diverso. E' un disco sconnesso, formato da canzoni che sono tutte diverse l'una dall'altra, e ascoltandolo non troverai un pezzo simile al successivo. Per me, questa è la nostra forza.
Andrea S.: Il fatto è che non c'è tanto il desiderio di sparare nel mucchio, vedere quale pezzo piace di più al pubblico e sviluppare un altro album basato solo su quello stile, ma c'è più di tutto la voglia di suonare insieme e di fare tanta bella musica.

Direi che ci siamo fatti un'idea abbastanza precisa dell'ambizione e la volontà di riuscire de Le Idi di Maggio.
In attesa di ascoltare cosa hanno da dirci attraverso la loro creatura, potete seguirli sulla loro pagina Facebook, sul loro canale di YouTube e attraverso il canale della loro etichetta discografica.

Per il momento, ballate e cantate insieme a Le Idi di Maggio dando un'occhiata al video del loro primo singolo, "Pane&Coniglio". Enjoy!

Soundradar © 2014 - Tutti i diritti sono riservati