sabato 3 maggio 2014

"Rap a voce armata": intervista ai No Fang!

Un viaggio che ha un sound d'oltreoceano ma che parla pugliese, un viaggio fatto di mescolanza creativa in mezzo a un mare di fango che cerca di ovattare la musica e cio' che essa vuol esprimere. Un viaggio nel meridione insieme ai No Fang!
1.Com'è nato il vostro gruppo?
Il team No Fang nasce principalmente dall'esigenza di evolvere il vecchio progetto Triplice Intesa del 2004 (i cui componenti erano Brisk, Sielwan e Sentaur) in una visione più coerente e rappresentativa della nostra mentalità Hip Hop.
Il progetto acquista realmente forma con l'integrazione di tre fondamentali componenti: Zazza, Verso e Brnà, tutti provenienti da un passato costellato da numerose esperienze nel campo musicale Hip Hop e non solo.
Le basi di questo nuovo team furono gettate nel dicembre 2012 tra Parma e Bologna soffermandosi principalmente sugli ideali e sui veri messaggi che si volevano trasmettere all'insegna della serietà e dell'umiltà.
Il 20 febbraio 2013 No Fang esce allo scoperto in maniera ufficiale con il singolo targato ‘Fuche e Fiamme’ in collaborazione con l'ineguagliabile Dj Spass.
Infine il 12 agosto 2013 è finalmente fuori il primo lavoro completo del team: il disco intitolato ‘No Fang Hip Hop Culture’.
2.Come nasce una canzone rap,come si costruisce ( comincia dall'improvvisazione di un testo,da temi che vi colpiscono,da cosa prendete ispirazione) ?
In realtà può nascere davvero in tanti modi per quanto ci riguarda. Essendo in 6 ognuno ha il suo metodo di scrittura. Molto spesso sono le basi di Brisk, Brnà o Verso ad ispirarci, altre volte la genialità o l'alta musicalità di un ritornello. Il più delle volte scrivere viene naturale anche quando non siamo insieme fisicamente, quindi in un secondo momento ci si incontra, confrontiamo le tematiche delle strofe e quando sono simili il gioco è fatto, si sceglie il beat più adatto e si lavora su quello. Qualcuno di noi ha ''registrato'' la sua strofa in freestyle a volte! Risulta abbastanza facile per noi scrivere testi su argomenti comuni dato che l'espressione dialettale NO FANG, nonché il nostro nome, è già da se una tematica per noi. Una sola espressione che può dare vita a svariati argomenti che denunciano una visione critica ''delle cose''. A volte si parla di musica, altre del sistema mondiale, altre del quartiere sotto casa nostra, altre della città in cui viviamo….Non c'è un modo standard per ora! E' sempre un atteggiamento molto spontaneo!
3.Sulla vostra pagina fb c'è la descrizione del vostro progetto: cos'è il marcio,cos'è il fango contro il quale descrivete dissenso?
Il marcio, il fango è la rappresentazione di quello che non va bene. In tutto ciò che ci circonda c'è qualcosa che non va, che 'non è giusto'' che va cambiato, migliorato. E' importante mantenere l'attenzione su questo. Che qualcuno lo urli sempre: NO FANG! Non abbiamo le soluzioni per salvare il mondo ma il RAP, che riteniamo un arma, un impegno forte, in un momento di crisi globale in cui la gente sta capendo sempre più che le responsabilità di chi governa le sorti del mondo sono davvero tante. Per noi è troppo importante !! Anche nell'Hip Hop è assolutamente indispensabile continuare a dare questo messaggio, dato che sembra che le cose vadano di male in peggio. Riconoscere il vero dal falso e sempre più difficile. Noi diamo il nostro contributo per salvaguardare il culto e i suoi valori. E' una missione!
4.Ci parlate della scena Rap Underground meridionale…Magari consigliateci realtà e gruppi interessanti.
Questa è la domanda più difficile! Quando fai certi nomi magari altri si offendono ma noi diciamo quello che pensiamo senza voler male nessuno. Ci hai chiesto di consigliarvi quindi è una responsabilità! Gli amici sono tanti ma ''spaccare'' nel Rap è cosa seria! Partiamo dalla provincia. Sicuramente i nomi di un certo livello sono Torbi e Totò Nasty. Abbiamo un opinione altissima di entrambi, invitiamo tutti a supportarli e seguirli! Sono il top del Rap nelle nostre zone.. Anche Untouch e i ragazzi de "La Clinica" si stanno distinguendo ultimamente. Gli incontriamo a volte nelle serate e gli abbiamo visti in forma! .Quest'ultimi hanno da poco tirato fuori un album mentre Untouch è al lavoro con Totò Nasty per un disco che tra non molto ''uscirà''. In più altri Mcs stanno affinando le proprie liriche e presto diranno la loro. Questa però è solo la parte ancora ''attiva''. Negli anni ‘90 e nei primi anni del nuovo millennio, il Rap dei Sona Sle è stato in assoluto il più ''forte''. In fine il disco più bello che sia mai uscito secondo noi si chiama ''Piazza Europa'' di Tony Fine e Sapp’ Sian (ex Sona Sle e Pooglia Tribe). Un album pazzesco! Trovatelo se ci riuscite! Tra l'altro Sepp Sian è tornato da poco sui palchi e la cosa ci fa immensamente piacere.
La scena meridionale invece è davvero vasta, c'è ne di gente che ha spaccato e che spacca ancora! C'è tanto Rap da ascoltare. La zona che sforna più talenti in assoluto è Napoli e tuttala Campania. E' davvero impressionante quanto Stile ed Originalità arriva da quelle parti. E' davvero difficile citarli tutti, sono davvero tanti! Due realtà ''molto attive''che abbiamo potuto toccare con mano sono GanjaFarm Cru, Reddog e Boom Buzz (Funky Pusherz, Torreggae), ci è capitato di ''suonare'' con loro sullo stesso palco e ci hanno colpito davvero tanto. Già ascoltavamo la loro musica, ma vederli live è stato devastante! Stile e Originalità a palate! E che performance!
I team più conosciuti e rispettati nell'ambiente Underground e non solo sono La Famiglia,Sangue Mostro,13 Bastardi e Co’Sang (gruppo ormai sciolto). Colossi del Rap nazionale!
Oltre la scena partenopea il meridione vanta di artisti di spessore davvero elevato...Dj Lugi, Turi, Cuba Cabbal, FFiume, Moddi e altri componenti della prima formazione dei Pooglia Tribe.
Un segno indelebile e sicuramente formativo per molti di noi l'ha lasciato LOU. X! Tra i numeri 1 in assoluto. Crediamo che il suo disco ''La realtà, la lealtà e lo scontro” sia uno dei dischi più belli mai usciti in Italia.
Sicuramente abbiamo dimenticato di citare qualcuno ma è difficile pensare a tutte le realtà esistenti in Italia, magari molte restano Underground ed è difficile anche per noi conoscerle a fondo e farci un opinione.
5.Il vostro pezzo “rap a voce armata” mi da l'idea che il rap possa fare qualcosa, smuovere le menti, comunicando e trasmettendo.
Quanto con la musica, si può cambiare la merda che c'è intorno a noi, avvicinare la gente e rompere certe logiche perverse?
Noi pensiamo che una canzone abbia sempre un messaggio per l’ascoltatore, a prescindere dall’intenzione dell’autore, e persino la musica, anche senza parole, trasmette delle emozioni che raramente lasciano indifferenti. Per questo occorre fare un buon uso delle parole perché le parole hanno comunque un significato, non esiste un testo che ‘non dice niente’, al limite può trasmettere qualcosa di sbagliato o di stupido ma mai niente. Di conseguenza è necessario un certo senso di responsabilità nell’utilizzare questi mezzi espressivi, sopratutto oggi che sono più potenti che in passato perché vengono amplificati dai media moderni per un pubblico sempre più giovane. Se poi parliamo dell’Hip Hop e del ruolo che dovrebbe avere è sufficiente guardare la sua storia, le sue umili origini nei luoghi dell’emarginazione sociale, in quartieri dove la comunità afroamericana non aveva nessuna voce e nessun diritto. Anche se i brani suonati nei primi block party a NYC non avevano un messaggio sociale esplicito, secondo noi è già ‘rivoluzionario’ di per se creare uno spazio di aggregazione in strada, dove non c’è nient’altro, dove i ragazzi non praticano arti o sport e semmai mollano presto la scuola per l’esigenza di tirare su dei soldi. In luoghi dove l’arte ufficiale è qualcosa di lontano e impalpabile, l’Hip Hop offre la possibilità di esprimersi. Con pochi mezzi e senza avere particolari nozioni di musica, di ballo o di arti grafiche chiunque può partecipare. È questo è già qualcosa che migliora la vita della gente, migliora la vita della gente, e' vero lo fa in piccolo, ma lo fa concretamente.
La tua è una domanda molto interessante, che un artista dovrebbe porsi ogni giorno, per questo siamo partiti da lontano per rispondere. Se poi vuoi sapere in particolare se con i messaggi dei nostri testi ci riteniamo in grado di cambiare effettivamente la realtà che ci circonda, beh..., forse sarebbe quasi arrogante pensarlo, vedendo la complessità delle problematiche attuali. Piuttosto, nel nostro piccolo, noi puntiamo a cambiare la mentalità del singolo, proviamo ad ‘aprirgli la testa’, per mostrargli che esiste un’altra visione del mondo rispetto a quella che ci propone il sistema. Una volta insinuato il dubbio nell’ascoltatore poi ovviamente sta a lui approfondirla con ben altre fonti come con libri, esperienze, ecc… . Sin dall’inizio per noi è stata questa la Cultura Hip Hop: ci ha mostrato per la prima volta la realtà da una diversa angolatura, ci ha insegnato a essere critici (diffidando dal ‘fango’) e noi speriamo di riuscire a fare lo stesso con chi ci supporta!
6.In una canzone dei “Sud Folk” c'è una parte rap cantata da un membro del vostro gruppo. E' importante per voi la contaminazione e il Crossover tra vari generi?
Vorremmo puntualizzare che nella domanda attribuite alla parola Crossover il significato originario (cioè contaminazione o incrocio tra differenti generi) e non quello che ha acquisito negli anni ‘80 (cioè la fusione tra Hip Hop, Funk e varie forme di Heavy Metal o Punk). Noi riteniamo da sempre che la musica sia espressione del contesto in cui nasce e della cultura a cui appartiene. Siamo nati nel Gargano, è lì che siamo cresciuti e abbiamo iniziato a fare musica, in un ambiente all’epoca non ancora aperto a certi generi come il nostro, ma in cui c’erano ottimi musicisti che suonavano comunque generi alternativi e di qualità. Quindi per noi è stato naturale interagire negli anni con questi amici e la loro creatività.
Inoltre l’Hip Hop per definizione è basato sul campionamento della musica autoctona. Negli U.S.A. si campionava soprattutto il Funk, il Soul, il Blues perché si avevano in casa quei dischi ed era quello il background musicale da cui si proveniva. In Italia, mentre, abbiamo un diverso contesto e anche se possiamo attingere ad un’ampia discografia di black music nostrana di un certo livello, sarebbe sciocco non prendere in considerazione i generi della nostra tradizione, come ad es. la musica popolare o il cantautorato, che d’altronde possono essere utili a caratterizzare in maniera più originale le nostre produzioni.
In particolare il brano che citate nella domanda (‘Ne 'nge voje scì a Monte’ dei ‘Sud Folk’ feat. Brnà, e tra l’altro Verso è membro anche di questo gruppo nella doppia veste di chitarrista e cantante) è stato realizzato con un amico (B.Bisceglia) con cui in passato si è già collaborato, ad es. organizzando eventi o promuovendo la musica nel nostro paese. Quindi quando Bisceglia ha chiesto a Brnà di registrare una strofa rap, in cui è citata una frase di una tarantella del Gargano, su una traccia dei Sud Folk, che a sua volta reinterpretava proprio quel brano popolare a cui si riferisce la strofa di Brnà, la contaminazione è stata naturale. In parole povere ci piace fondere il nostro genere con altri solo se avviene in maniera spontanea, senza forzature di alcun tipo.
7)Molti artisti mainstream sembrano propagandare un'ostentazione di se stessi, creando lo stereotipo del rapper/gangster ripreso da certi artisti mainstream americani. possiamo rompere questo cliché che molti associano alla musica rap, facendo capire che quel tipo di musica e' solo un piccola parte della "hip hop culture"?
L'Ostentazione di se stessi non è nello specifico Hip Hop Cultura. Non lo è nemmeno in piccola parte. Fatto sta che è vero quello che dici (che molti lo fanno), allora in qualche modo lo si può credere. L'Hip Hop ti chiede di essere te stesso! Evidentemente chi ostenta se stesso si sente di farlo perché quel rap lo rappresenta a pieno, racconta la sua vita e il suo modo di essere, o almeno questa è la regola. Quando coloro che lo fanno cavalcano le classifiche diventano un esempio per molti, soprattutto per chi non ha conoscenza approfondita della Cultura è facile essere catturati da quel modo di fare o addirittura imitarlo e credere che l'Hip Hop si riduca solo a quello. Se invece lo conosci bene non te ne fai di stereotipi! O meglio ''Lo Stereotipo” è l'Hip hop, le sue discipline e le strade in cui lo pratichi! Lo stesso Afrika Bambaataa, quando si rese conto che i comportamenti ''poco morali'' di molti rappers potevano deviare in qualche modo l'immagine creativa e assolutamente positiva dell'Hip hop, è intervenuto dicendo a tutti quale fosse la direzione giusta da seguire! E' tutto scritto nel sito ufficiale dell'Universal Zulu Nation! Oggi è facile informarsi! Se si vuole conoscere davvero è possibile.
8.Voi cantate soprattutto in dialetto, quant'è importante in quel che volete trasmettere,il legame con la terra?

Forse banalmente pensiamo che per noi, come per tanta gente, il legame con la terra di origine sia fondamentale.
Noi siamo nati, cresciuti e abbiamo vissuto ognuno le proprie esperienze nel Gargano e anche se viviamo lontani, ciò che siamo è il risultato di quello che abbiamo passato nei vicoli dei nostri paesi, tra i loro odori e la nostra gente.
Facciamo Hip hop e l’Hip hop è una forma d’arte e in quanto tale ci permette di raccontare le nostre idee, i nostri pensieri e le nostre esperienze. E perché mai ritenere che il dialetto che ci ha formati non possa avere il potenziale linguistico e narrativo per esprimere tutto ciò? Nel Rap si narra la propria realtà e quindi per noi è inevitabile evidenziare le problematiche politiche e sociali del nostro territorio utilizzando la lingua del posto.
Inoltre tecnicamente il nostro dialetto tende a troncare le vocali finali e quindi ampia il campo di rime e incastri da utilizzare. Vorremmo che in giro si superasse l’idea che cantare in dialetto sia un handicap, per noi è e sarà sempre un punto di forza.

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