Justin Bieber è rock. È talmente rock, che voi che vi autodefinite rock non potete nemmeno capirlo. Lui è uno spirito ribelle, è un dolce amante, è probabilmente qualcosa che voi nerd sfigati che vi fate le strapippe se sia meglio il darkpsy o la dubstep non sarete mai.
Voi. Non. Capite. Nulla.
Nessuno meglio della casa discografica che sta dietro a Justin ha mai capito meglio le nuove generazioni.
Nessuno meglio di loro ha saputo interpretare i bisogni adolescenziali delle bambine in età premestruale, fornendogli esattamente quello del quale avevano bisogno.
Un ribelle dolce, appassionato, tenero, ma duro e deciso. Capace di tradirvi, ma anche capace di chiedere perdono.
Come un piccolo Ken, è stato fatto fidanzare con la Disney Star del momento. Poi sfiadanzare. Ma tornavano assieme. O forse no.
Poi gli fanno sfasciare le camere degli alberghi. Alberghi che voi, con i vostri gruppetti new grunge probabilmente non potrete mai permettervi.
Poi gli regalano la macchinina. Poi un'altra fidanzata. Magari mezzo fidanzato, che così pigliano pure l'appeal gay.
Poi gli cambiano il taglio di capelli. Poi gli mettono l'orecchino. Poi lo fanno palestrare. Poi gli fanno indossare gli slippini ironici.
Ma tutto questo non importa.
Perché lui è il dio del Rock.
Probabilmente ha fatto cose che a 14 anni persino i Metallica si sognavano. Voglio dire, la sua prima macchina è stata una Ferrari 451. Probabilmente Lars Urlich girava ancora in motorino per Gentofte.
Justin Bieber ha già fatto praticamente tutto quello che hanno fatto gli altri. Forse di più.
Potrebbe tranquillamente ritirarsi dalla sua ancora promettentissima carriera, prima che la casa discografica decida di mollarlo per inseguire un'altro giovane Dio del Rock.
Provateci voi, a non scrivere la musica che non cantate e non ballate, e a diventare quello che lui è.
Sfida.
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