Appino, cantautore pisano, voce degli Zen Circus, esordisce nel “Il Testamento” con il brano
omonimo, forse ispirato alla vicenda del regista Mario Monicelli che ha voluto mettere
fine alla propria vita lanciandosi nel vuoto dalla clinica che lo aveva in
cura.
Ha dieci strofe da riempire per non sfigurare e rendere
giustizia a quel gesto estremo, alle ragioni che lo sottendono. Ha altrettanti piani di palazzo fatiscente da
attraversare con lo sguardo atterrito ma fermamente convinto del suo ultimo
atto. Non vuole né Gesù né suo padre al funerale pur preferendo il primo al
secondo. Ha amato molti e ha odiato tanti con amore.
È questa la sostanza
del testo a suo modo monumentale. Non si esagera a dire che sfiora o che
raggiunge la soglia del capolavoro.
“Che il lupo cattivo vegli su di te” è una traccia potente, sull’ipocrisia, la
stolta apparenza e l’indignazione facile
di questi giorni, sono questi infatti i veri spauracchi da cui ci dobbiamo
difendere.
Dal punto di vista strettamente musicale questo brano
rientra perfettamente nei canoni della canzone alternativa italiana con un
inizio e un seguito esplosivo e una ritmica dal timbro ben definito.
È soprattutto in “ Fuoco” che troviamo tutta l’energia
covata negli anni, un fuoco che rinasce dalla cenere, un flusso di melodia
riconoscibile tra le righe del refrain, il cantilenante motivo sull’amore non
desiderato, non conosciuto, non ricambiato e l’affetto ricattatorio.
I brani successivi sono un affresco ben eseguito e icastico
dell’Italia contemporanea. Riescono bene nel loro intento narrativo “ La Festa
della liberazione”, “ Fiume padre” e “
Solo gli stronzi muoiono”, uno dei
migliori episodi dell’album.
Si può cercare
l’anello che non tiene di queste composizioni nella (a volte) eccessiva verbosità
dell’autore e in alcuni pezzi (I giorni della merla, Passaporto) che risultano riempitivi, piccoli abbozzi di
colore a descrivere storie non memorabili.
Pur tenendo conto dei punti d’ombra e i momenti meno
significativi, il giudizio globale dell’opera non può che essere positivo.
Si deve tenere conto di una certa inventiva nel saper
mescolare i generi e capacità di riflessione sulla società odierna
non comune a molte altre formazioni e artisti italiani.
VOTO : 7/10
