Il disco si apre in grande, con un intro da un minuto che lascia presagire un ascolto possente; la seconda traccia però, ci riporta con i piedi per terra, assestandosi con un insieme di percussioni in un lento crescendo.
Spitz-auge, cambia il ritmo, in modo più vivace, per una progressive track davvero apprezzabile.
Kernspalte sarebbe stata la traccia migliore del disco, ma è un vero peccato, perchè si spegne in appena un minuto. Das Gezabel, finisce per essere una delle tracce più interessanti di tutto l'album, insieme a Der Buhold, con delle ritmiche ben scandite che invogliano a ballare, ma il tutto con sonorità particolari, quasi minimalistiche, e che fanno quasi immaginare un Luna Park. In definitiva, tutte le canzoni scorrono, senza eccessi e senza particolari cambi di rotta tranne le due ultime canzoni appena citate. Se cercate materiale da ballare, ne avete a sufficienza, questa volta Paul Kalkbrenner ha voluto provare un tipo di sound più minimalistico ma che finisce con l'essere meno personale rispetto a quanto visto nel passato. Nonostante non ci siano ragioni per bocciarlo, non ve ne sono altre per osannarlo più del dovuto. La sensazione è da Paul ci si attenda un cambio di rotta, che ancora aspetta a definirsi nella sua strada.
VOTO: 6.5/10
