Figlio dell'insegnante Bunny Kay Berryman e Gary Smith, il giovane Elliott vive i primi anni della sua vita diviso tra l'amore per la musica che lo spinge all'età di 9 anni ad imparare a suonare il pianoforte e la chitarra e una turbolenta vita domestica: il divorzio dei genitori nel 1970 e il secondo matrimonio della madre con Charlie Welch sono solo l'inizio di un complicato percorso personale che porteranno Smith a coltivare una profonda inquietudine e depressione vissuta con l'abuso di alcol e stupefacenti che lo accompagneranno per tutta la sua vita, fino alla tragica e misteriosa morte avvenuta il 21 Ottobre 2003 a Los Angeles, sotto gli occhi della sua compagna Jennifer Chiba.
L'inizio della carriera musicale di Elliott Smith, può datarsi nel lontano 1983, quando all'età di 14 anni si trasferì dal padre a Portland poichè stanco dei continui abusi subiti dal patrigno. I "Stranger Than Fiction" sono il suo primo progetto musicale con un gruppo, nato durante gli anni delle superiori, mentre nel 1991 fonda l'indie band "Heatmister" insieme a Neil Gust, Tony Lash, e Brandt Peterson, rimpiazzato successivamente con Sam Coomes.
Durante il periodo di attività del gruppo, Smith comincia a registrare però nuovo materiale per il suo primo album da solista, Roman Candle, pubblicato successivamente il 14 Luglio 1994 e ricordato come un insieme di brani suonati con il solo accompagnamento della chitarra acustica che caratterizzerà i primi lavori dell'artista.
La canzone che vogliamo proporvi oggi si chiama "Between the Bars" ed è la quarta traccia di "Either/or", album pubblicato sotto l'etichetta Kill Rock Star e ritenuto come una delle pietre miliari della musica rock statunitense per la sua capacità di racchiudere in 12 tracce l'essenza dello stile malinconico e puramente intimistico dell'autore.
Solitudine, evocazione, consapevolezza ed empatia. Queste sono le parole che a mio avviso possono riassumere l'immensa portata emozionale di un album come "Either/or".
Voglio lasciarvi con una frase estratta da "Between the Bars":
"Keep you apart, deep in my heart
Separate from the rest, where I like you the best
And keep the things you forgot"
..un ricordo nostalgico, separato dal resto dalle sbarre della vita, le stesse sbarre di una prigione e simboli dei continui ostacoli della precaria esistenza umana che ci lascia un solo, intenso momento d'amore che l'autore decide di tenere racchiuso nel profondo del suo cuore. E' quindi questo, per Elliott Smith, il segreto per vivere bene in questo complicato e crudele mondo?
This is...Between the Bars, Elliott Smith
Giulia Zampa