mercoledì 12 febbraio 2014

In un "Atlante di Pensieri": intervista a Marco Guazzone


Gli STAG sono una band italiana nata dal progetto solista di Marco Guazzone, cantante e pianista romano classe 1988.

Il loro primo disco, "Atlante Dei Pensieri" (anno 2012) è un album di un certo spessore.

Spessore compositivo. Spessore stilistico. Spessore vocale. E' un album "camaleontico": le dodici tracce che lo compongono riescono a trasportare l'ascoltatore in ben dodici storie tra loro diverse catapultandolo direttamente in una scena di un film, ora più spensierato e leggero, ora più romantico e intimistico.

E' un album poetico. Basti pensare a brani come "Il Principe Davide" caratterizzato da un testo quasi epico e da un'infinita dolcezza vocale o "La mia Orchestra", canzone di chiusura dell'album. Piccole impressioni racchiuse in poco più di 3 minuti dipinte su una tela da colori tenui, scatti di scene di vita quotidiana che permettono a chiunque lo ascolti con la meritata attenzione, di riconoscersi in ogni parola cantata. "Atlante Dei Pensieri" è infine un album che stupisce ed intrattiene. Ai pezzi già citati, si alternano brani più rock, vicini al Britpop, come l'energica "Exutoire" o "Les Paul" che ci permettono di distrarci piacevolmente in un momento di relax, ma comunque mai banali, sempre attenti alla composizione e all'intento evocativo.
 
 1) Quando hai iniziato ad avvicinarti alla musica e a scrivere canzoni? Soprattutto come si è evoluta la tua carriera personale da solista a membro di un progetto come quello degli STAG?

A dir la verità ho cominciato da piccolo quando all'età 6 anni ho scoperto il pianoforte che avevo in casa. In effetti in casa mia si suonava molta musica: i miei erano musicisti e anche se ora fanno altro, a quell'epoca ero circondato da così tanta musica e tanti strumenti che il pianoforte è stato il primo che mi abbia realmente colpito. Inizialmente per qualche anno in cui "l'ho preso a cazzotti", l'approccio era sicuramente quello di un gioco ma attorno ai 10 anni ho cominciato a studiare e prendere lezioni. Da li è iniziato questo percorso che mi ha portato prima a studiare musica classica al conservatorio, poi a comporre fino appunto a creare una squadra con cui adesso suono sempre. Da un progetto solista si è creato subito un gruppo. Il processo è avvenuto in maniera molto spontanea: mi sono reso conto di come le forze si possano unire realmente quando si lavora con una squadra e di come si crei un animo unico che finisce poi nelle nostre canzoni e nella nostra musica; anche a livello di energia credo si sia più “potenti”. È un percorso avvenuto in maniera naturale ma dopo tutto era quello che desideravo.

 2) Il vostro album di debutto, l’ “Atlante Dei Pensieri”, uscito nel 2012 è stato prodotto da Steve Lyon collaboratore, produttore e ingegnere sonoro di famosi artisti tra i quali Depeche Mode , Paul McCartney e gli italianissimi Subsonica. Parlaci di questa esperienza, divisa tra Londra e l’Italia.

Come vi siete trovati a registrare all’estero con una personalità così importante?

Nel 2010 abbiamo firmato un contratto con un’etichetta indipendente che è riuscita a contattare e farci lavorare direttamente con Steve Lyon che in Italia aveva già lavorato ai progetti dei Subsonica e dei Linea 77. E’ un produttore artistico conosciuto per l’attenzione che presta quando lavora sui suoni e ci piaceva l’idea di qualcuno che prendesse i nostri pensieri e progetti e li trasformasse in un prodotto che fosse il più vicino possibile a quello che ci immaginavamo. E’ stata inoltre un'esperienza incredibile perché abbiamo registrato il disco tra Londra e Roma avendo avuto subito la fortuna di registrare il nostro primo album con qualcuno che ci ha insegnato tantissimo. A dire il vero non ci credevamo finchè non l’abbiamo visto. E’una persona fantastica e assolutamente disponibile, tuttora siamo in contatto con lui e continua a darci consigli, seguendoci e stimolandoci

   3) Ho letto che hai studiato alla Scuola Nazionale di Cinema a Roma. Ha avuto modo la tua      musica di essere influenzata e contaminata da parte di questo ambito artistico?
Si sicuramente. Tra il conservatorio, gli studi di musica e le influenze recepite in passato, ho scelto poi di studiare “Musica da Film” perché mi ha sempre affascinato il mondo del cinema di cui ho inoltre una grande passione. L’idea di scrivere per un’immagine, per una storia raccontata attraverso un film è nata perché quando scrivevo una canzone mi creavo una sorta di immagine e di scenografia. Ho voluto quindi approfondire questo studio scoprendo in realtà un processo molto complesso e affascinante che mi ha sicuramente molto influenzato.

4) E’ uscito di recente l’album “Live al Piper Club”, storico locale romano, cuore del Beat e della musica leggera italiana e internazionale, frequentato da artisti conosciuti come Mia Martini, Caterina Caselli, Procol Harum, Byrds… Come vi è venuta questa particolare idea? Avete ricevuto riscontri prositivi?

Siamo soliti registrare i nostri concerti. Quell’occasione è stata però speciale perché abbiamo organizzato un concerto evento che fosse un tuffo nel passato, un omaggio agli artisti passati per il locale come Patty Pravo, Genesis, dalla scaletta alla stessa atmosfera, in effetti il palco era adibito in perfetto stile anni 60, le persone erano anche vestite a tema, si era creato un bel set! E’ andata così bene che abbiamo raccolto il materiale anche da youtube e dalle persone presenti e abbiamo creato questa sorta di registrazione live. E’ stato un quindi un omaggio anche a chi ha reso possibile questa serata.

5) So che state pensando alla registrazione di un nuovo album. Potete darci qualche indiscrezione?

Siamo in quella fase che si definisce pre produzione: abbiamo scelto i pezzi e stiamo lavorando agli arrangiamenti, chiudendo un po’ il vestito di quello che sarà il prodotto finale. Sicuramente stiamo sperimentando molto anche per sorprendere noi stessi con un secondo lavoro che porti una sorta di memoria di quello che è stato il primo ma che faccia insomma un grosso passo avanti. Stiamo pensando inoltre a diversi modi possibili per far uscire il nostro disco che si allontanino un po’ dall’idea classica: è stimolante pensare che, come la musica cambia, anche noi dobbiamo metterci in sfida con noi stessi creandoci qualcosa che sia a passo con i tempi. Riguardo ad esempio ai social network, li vedo un po’come "la nostra casa". Grazie ad internet abbiamo potuto azzerare la distanza che c’è tra noi e i nostri ascoltatori, certamente sono un segno dell’evoluzione che ha avuto la musica negli ultimi anni. Hanno comunque i loro svantaggi poiché levano quel senso di mistero e di magia che si veniva a creare nei periodi storici in cui non esisteva questo mezzo però continua ad essere il nostro mezzo di comunicazione diretta. Non si può non essere attenti ad un cambiamento così importante.

6) Parlando in maniera più approfondita di “Atlante Dei Pensieri”: le canzoni dell’album spaziano tra vari generi come musica classica, rock, elettronica e dreampop tanto da avervi permesso di essere paragonati ad artisti come Coldplay, Sigur Ros e Muse. Puoi spiegarci questa varietà della scelta stilistica e compositiva e da dove derivano le tue influenze musicali?

L’idea dei paragoni mi ha sempre reso fiero, in effetti si parla di paragoni molto alti. Il fatto che escano questi nomi è perché comunque sono rimaste delle influenze personali e, anche se a volte sono usciti nomi più distanti dal nostro genere, è bellissimo scoprire che quello che è passato tra le mie esperienze, quello che ho ascoltato, studiato e con cui son cresciuto sia avvertito anche sul lavoro finale.

La scelta stilistica dell’album è nata da un insieme di cose. Ha influito molto il fatto di aver lavorato ed essere cresciuto con un gruppo. Questo permette di unire le mie forze e le mie idee con quelle di altre quattro persone che hanno portato a loro volta il proprio mondo e i propri ascolti: se si trova una propria direzione che è quella di rappresentare con i testi e la voce il proprio mondo interiore, è affascinante il fatto che a ciò si uniscano altri mondi e altri generi. Per noi è divertente e sorprendente perché alla fine crea qualcosa di inaspettato che è senza limiti e senza generi.

7) Una domanda per chiudere: che artista ci raccomanda Marco Guazzone da ascoltare nel nostro mp3?

Ultimamente stiamo ascoltando molte cose: sicuramente vi consiglio Susanne Aartun Sundfør, un’artista norvegese. L’abbiamo conosciuta in seguito ad un duetto che ha realizzato con i Royksopp che sono un’altra band nordica a nostro parere molto interessante. La trovo incredibile poiché unisce musica elettronica e pop in maniera molto avvolgente creando un genere sperimentale molto particolare. Tra le sue canzoni vi segnalo "White Foxes" che sto ascoltando a ripetizione in questo periodo.



Vi lasciamo infine i link dove potete trovare l'album "Atlante dei Pensieri", le news e le curiosità sulla band:

https://itunes.apple.com/it/album/latlante-dei-pensieri/id515322201
http://www.stag.st

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