Scusate il mio campanilismo ma da buona senigalliese che sono non potevo tralasciare questi piccoli particolari e non potevo nemmeno non prestare attenzione a questo speciale duo formato nel 2008 da Gianmarco Morganti in arte Ciui e Lorenzo Tassone, Tasso. Il loro primo lavoro in studio, intitolato "Voce", è uscito il 21 marzo 2009 mentre attualmente i ragazzi sono impegnati per la produzione del loro secondo album, "Sta Tutto Qua".
Dopo averli sentiti io stessa nella mia città durante un live questa estate, sono rimasta veramente colpita dal loro approccio musicale e mi sono quindi munita di carta, penna e.. una buona dose di collegamento internet per intervistarli.
T: Abbiamo iniziato per gioco e per passione sui banchi di scuola del Liceo Classico Perticari. Ci divertivamo a modificare in chiave ironica i testi di varie canzoni, oggi potremmo dire alla “Checco Zalone”. Il fatto di essere in una classe con molti ragazzi bravi a suonare vari strumenti e quindi l’essere a contatto giornaliero con la musica ci ha dato la spinta a cimentarci in questa avventura. L’ amicizia col rapper napoletano T-Sharm ha fatto il resto, così è nato il nostro primo cd “Voce”.
C: Il nostro progetto è nato un pò per caso, da una necessità che si è creata quasi per gioco per poi diventare il primo mezzo col quale comunicare se stessi nel modo più naturale possibile.
C: Il nostro progetto è nato un pò per caso, da una necessità che si è creata quasi per gioco per poi diventare il primo mezzo col quale comunicare se stessi nel modo più naturale possibile.
2) Vediamo il vostro percorso: dagli inizi nel 2009 con “Voce” a “Sta tutto qua”, album in uscita di cui abbiamo già avuto qualche anticipazione. Come si è evoluto e come si sta evolvendo il vostro stile?
T: Chiaramente essendo passati molti anni, anche lo stile, ma soprattutto il “flow” è cambiato. Abbiamo sicuramente acquisito una maggiore abilità canora e di scrittura, anche se i molteplici impegni rendono sempre più difficile trovare il tempo da dedicare alla musica.
C: Sicuramente è cambiato , è normale: si cresce, si fanno esperienze che ti cambiano e tutto questo si riflette nei nostri testi. Sono passati anni e siamo cresciuti, ciò si avverte nel nostro stile. Oltre alle esperienze personali, abbiamo anche una visione più ampia dell'hip hop italiano e non solo, concerti, jam session...tutte cose che ti cambiano e che ti fanno crescere
C: Sicuramente è cambiato , è normale: si cresce, si fanno esperienze che ti cambiano e tutto questo si riflette nei nostri testi. Sono passati anni e siamo cresciuti, ciò si avverte nel nostro stile. Oltre alle esperienze personali, abbiamo anche una visione più ampia dell'hip hop italiano e non solo, concerti, jam session...tutte cose che ti cambiano e che ti fanno crescere
3) Parlando del rap in Italia, e più da vicino, nelle Marche , si è potuto notare che è un genere che sta prendendo sempre più campo affermandosi notevolmente. Potete parlarci di questo fenomeno e di come lo vive la vostra realtà?
T: Sì possiamo parlare di un vero e proprio boom. Mi viene da dire, "era ora"! Lo considero però nulla di più che una moda per la maggior parte degli appassionati dell’ultim’ora, mi verrebbe da citare un celebre pezzo degli Articolo 31(coi quali sono cresciuto), il “Funkitarro” nel quale si elencano una serie di periodi segnati da varie tendenze musicali e non.
Sicuramente dobbiamo molto di questo a quelli che si sono fatti il mazzo negli anni passati, che magari si sono sentiti ridere dietro per la poca affluenza ai live o la manciata di dischi venduti. L’hip-hop del momento è un po’ differente da quello underground dei primi anni, ma lo ritengo un normale evolversi di un genere che è molto più sensibile rispetto agli altri ai cambiamenti sociali.
C: Da senigallia vengono Fibra e Nesli, è un caso molto particolare, noi siamo orgogliosi, ma non lo diciamo adesso ma da anni, almeno da Mr Simpatia del 2004. Fibra ha fatto conoscere il rap a livello nazionale come nessuno prima c'era riuscito ma adesso si sta inglobando in ciò che la realtà sta trascinando con sè..soldi,donne,ciò che conta è l'imagine e la leggerezza, la superficialità, ma per fortuna c'è chi riconosce la qualità dalle mode del momento.
4) Vi siete esibiti in varie località e avete aperto numerosi concerti di artisti noti come Club Dogo, One Mic, Brusco, Clementino: come avete vissuto queste esperienze e come vivete le collaborazioni con gli artisti della zona senigalliese?
4) Vi siete esibiti in varie località e avete aperto numerosi concerti di artisti noti come Club Dogo, One Mic, Brusco, Clementino: come avete vissuto queste esperienze e come vivete le collaborazioni con gli artisti della zona senigalliese?
T: I live sono la parte più bella dell’esperienza musicale per quanto mi riguarda e anche quella che ci riesce meglio dal punto di vista della performance. Abbiamo in questi anni maturato una discreta esperienza, girando parecchie località del centro Italia, in particolar modo nelle Marche, in Abruzzo, Emilia-Romagna e Umbria. Porto nel cuore soprattutto l’emozione di calcare palcoscenici prestigiosi come quello del Mamamia di Senigallia in apertura ai Club Dogo, e l’apertura come gruppo spalla dei Gemelli DiVersi in quel di Macerata. A Senigallia c’è un bel movimento a livello di gruppi, non siamo tanti, ma nella scena ci rispettiamo tutti e per quanto ci riguarda abbiamo sempre cercato di creare un movimento che potesse essere unitario e positivo per creare eventi e collaborazioni.
C: Aprire i concerti di questi artisti ci ha riempito d'orgoglio e credo che siano emozioni particolari, uniche. Per me Raige è uno dei poeti italiani dei nostri giorni ed è stato un onore cantare sul suo stesso palco. Collaborare con altri artisti delle zone da cui proveniamo è una parte fondamentale della nostra cultura, viene naturale.
C: Aprire i concerti di questi artisti ci ha riempito d'orgoglio e credo che siano emozioni particolari, uniche. Per me Raige è uno dei poeti italiani dei nostri giorni ed è stato un onore cantare sul suo stesso palco. Collaborare con altri artisti delle zone da cui proveniamo è una parte fondamentale della nostra cultura, viene naturale.
5) Tornando sempre al discorso dei live: nella situazione di crisi in cui ci troviamo e che si trova a vivere la nostra società e cultura in generale, cosa vuol dire oggi fare musica e cercare di esibirsi live?
T: Suonare in giro non è facile, o meglio non è facile essere retribuiti. Voglio precisare quest’ultima frase, con essere retribuiti intendo semplicemente non andarci sotto con le spese, che negli anni sono state ingenti. In una città come Senigallia è ovviamente molto più semplice trovare occasioni durante il periodo estivo, la crisi economica non ha certo aiutato i gestori ad essere un pochettino più generosi e incentivati a creare qualcosa di più del semplice servizio.
C: Adesso il rap attira molto quindi le persone sono molto più aperte rispetto ad anni fa. Certo non è facile, soprattutto nelle piccole realtà.
6) Domanda facile facile: quali sono gli artisti che vi hanno ispirati e influenzati di più nel corso degli anni?
T: Per quanto mi riguarda, li ho già citati in precedenza, gli Ariticolo 31, poi Eminem per quanto riguarda il rap americano, sicuramente Fabri Fibra e Nesli, nostri concittadini. Ultimamente stimo molto Salmo e Mad Man, oltre a Jake la Furia e Guè Pequeno, anche il mio stile indubbiamente ha un po’ risentito di queste inclinazioni e lo sarà forse di più nei prossimi lavori. Voglio citare anche Rocco Hunt, un motivo valido per seguire Sanremo quest’ anno!
C: Fibra su tutti, poi Nesli e Raige per quanto mi riguarda.
7) Come nasce un testo dei Raptus?
T: Ogni testo ha una storia a se. A volte viene prima la base(noi non produciamo, ma ci occupiamo solo della scrittura dei testi), e ci ispiriamo alla melodia. Più spesso il testo nasce indipendentemente dalla musica, seguendo un tema che ci sta a cuore. A volte scriviamo a quattro mani, a volte è solo uno dei due a scrivere. Non c’è uniformità nella creazione del prodotto, ma unione ed unicità nel pezzo stesso.
C: Penso che dipenda dal tema e dal momento: si decide insieme un tema e lo si sviluppa oppure uno inizia a scrivere delle rime e le presenta all'altro e da li nasce poi tutto il resto. E' molto naturale e spontaneo.
8) "Anima" è canzone che ha fatto parlare di sé e che si è fatta spazio tra numerosi apprezzamenti e critiche. Come è stato trattare e scrivere di un argomento così delicato come il terremoto che si è scatenato all'Aquila il 6 Aprile 2009? Da cosa è derivato questo bisogno di parlarne?
T: “Anima” è il titolo del nostro ultimo singolo, avevamo scritto il testo a circa un mese dalla tragedia del terremoto dell’Aquila, poi il nostro temporaneo stop dall’attività musicale aveva tenuto in cantiere l’uscita del pezzo. Le motivazioni per scrivere su quell’episodio erano duplici, io studiavo a Chieti nel 2009, città che dista una 60ina di km in linea d’aria da L’Aquila, inutile dire che ho sentito la scossa molto molto forte, racconto nella mia strofa le sensazioni di quella notte, Ciui invece ha vissuto a L’Aquila seppur per un brevissimo periodo per motivi di lavoro del padre. Volevamo da un lato ricordare, dall’altro denunciare. Abbiamo a cuore la popolazione aquilana, era un tema che ci ha sempre toccati, le critiche che abbiamo ricevuto ci hanno fatto molto male, ma possiamo anche capire da un certo punto di vista, dato che la ferita purtroppo è ancora aperta. Abbiamo voluto ridare attenzione alla tematica del terremoto, dato che al di fuori della regione abruzzese è un tema che si tende a dimenticare. Gli attestati di stima che abbiamo ricevuto in privato e non solo ci rinfrancano. Stiamo cercando di organizzare tramite la collaborazione della consulta dei giovani di Senigallia una raccolta fondi e un concerto di beneficenza, vedremo cosa riusciremo a fare, le difficoltà sono molte vista la scarsità di fondi, ma proveremo a fare il massimo.
C: "Anima" è un pezzo delicato, abbiamo voluto ricordare tutto ciò che è successo a L'Aquila per ricordo-protesta-speranza. E' molto triste ciò che è venuto fuori negli ultimi giorni, ma non mi voglio pronunciare fino a che non si saranno chiarite le cose. Abbiamo voluto dare un pò di speranza alla popolazione aquilana, e spero che gli avvenimenti del 2009 non vengano rimossi dalla memoria degli italiani.
9) Prendendo l'ispirazione dal singolo "Fallo Adesso": che augurio rivolgete ai giovani che si vogliono avvicinare al genere e che sognano di fare musica e alla nostra generazione in generale?
C: "Anima" è un pezzo delicato, abbiamo voluto ricordare tutto ciò che è successo a L'Aquila per ricordo-protesta-speranza. E' molto triste ciò che è venuto fuori negli ultimi giorni, ma non mi voglio pronunciare fino a che non si saranno chiarite le cose. Abbiamo voluto dare un pò di speranza alla popolazione aquilana, e spero che gli avvenimenti del 2009 non vengano rimossi dalla memoria degli italiani.
Ho vissuto un breve periodo della mia vita a L'Aquila per motivi di lavoro di mio padre e ho amici li, per questo sentivo di dover lasciare qualcosa.
9) Prendendo l'ispirazione dal singolo "Fallo Adesso": che augurio rivolgete ai giovani che si vogliono avvicinare al genere e che sognano di fare musica e alla nostra generazione in generale?
T: Quello che posso dire è di non vergognarsi, mai! Quello che si vuole comunicare con le parole e con il canto è sempre ben accetto, non bisogna scoraggiarsi e provare a migliorare volta per volta. Alla generazione dico di pensare con la propria testa, o che se si vuole pensare con la testa di altri, almeno di scegliere la testa di uno intelligente!
C: Chi fa rap ce lo ha dentro, io prima di tutto penso che sia un modo per esprimersi, quello che non riesci a dire a parole lo metti in rima e guadagna un senso, per me è cosi.
Per me è la poesia del nuovo millennio, per metrica e messaggio. Certo dipende da chi lo fa e come lo fa, ma a parte da ciò che passa la tv, ci sono un sacco di artisti che lo fanno da anni e con passione.
10) Chiudiamo chiedendovi una classica domanda "di rito": quali progetti avete in cantiere per questo 2014 appena cominciato?
T: Sarà un anno di cambiamenti, per quanto mi riguarda mi sto mettendo a lavoro per il mio primo disco solista, dovrebbe intitolarsi “Solo con me”, questa è un anteprima assoluta!
Per quanto riguarda il progetto Raptus, va avanti e vedremo di registrare al più presto nuovi lavori per poter regalare un nuovo disco a nostri supporters.
C: Mi sono trasferito un mese fa a Barcellona per lavoro ed è un periodo di cambiamenti nella mia vita, il rap mi accompagna però tutti i giorni, basta chiedere ai miei coinquilini spagnoli! Intanto si scrive quasi quotidianamente poi di obiettivi e concerti è un pò presto dirlo, beh un bel concerto a Barcellona ci starebbe proprio!!!!
Vi lasciamo con il video di "Fallo Adesso" e con i link dove potrete ascoltare i vari brani dei Raptus, informarvi sulle loro ultime curiosità e notizie:
http://www.youtube.com/rap7us
https://twitter.com/_raptus
https://www.facebook.com/#!/raptusciuitasso/info
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Buon Ascolto :)
