giovedì 27 marzo 2014

QUATTRO PICCOLI INDIANI - INTERVISTA AI BE FOREST


Dopo un anno e mezzo di pausa, i Be Forest tornano con un album ed una serie di date in un tour monumentale; il quartetto pesarese, dopo alcuni concerti in giro per la penisola, è attualmente approdato in territorio germanico.
Heartbeat è la loro ultima

fatica discografica: nove tracce che accompagnano ed evocano situazioni e ambienti surreali , un mix di echi che si è fatto forza ed è diventato un ritmo insistente, senza dimenticare le proprie radici.
Chi sono questi ragazzi? Con una breve intervista, abbiamo cercato di fare un po' di chiarezza.

1) I vostri video sono molto curati e capaci di creare atmosfere in simbiosi con i vostri pezzi, come nascono e prendono forma?
Le canzoni che componiamo partono da immagini mentali che abbiamo, e che vengono sviluppate sulla base delle sensazioni che vogliamo esprimere. Con Florence, il primo video si è lavorato maggiormente sulle sensazioni, per quanto riguarda Totem Due la scelta è stata più razionale e sulla base di analogie con la natura.  

2) I suoni nel secondo album si sono fatti più definiti, le stesse voci si sono lasciate alle spalle un alone etereo per farsi più decise. Come è composta la vostra strumentazione?
E' esattamente quella che vedete nei nostri live (Nicola: Fender Jazzmaster, pedali boss super chorus 1, boss digital delay 6, boss digital reverb 5, boss tremolo/pan2; Costanza: Fender Mustang Bass, pedale boss ceb 2; Lorenzo: synth neuroni con Alesis IO|2 Express, Mac Book Pro). Le basi vendono date a Lorenzo in modo che possa creare le atmosfere e legare insieme tutte le varie parti.

3) È dura la vita nei tour? In un’intervista, Roberta Sammarelli (Verdena) diceva che la cosa peggiore sono i bagni, siete dello stesso parere?  
È dura ricominciare un tour dopo un anno e mezzo di stop, abbiamo ancora le farfalle nello stomaco! Quando andiamo a suonare in giro ci sono sia persone che non ci conoscono e sono capitate a sentirci un po’ per caso, sia persone che già ci conoscono e che quindi hanno delle aspettative nei nostri confronti, e questa è per noi una doppia spinta per suonare al meglio. Per quanto riguarda i tour in Italia ci siamo sempre trovati bene, mentre all’estero ne abbiamo viste di tutti i colori: abbiamo condiviso le camere di un albergo con due panteganie, Blackberry (nera) e Whiteberry (bianca), abbiamo dormito in una barca galleggiante che alla fine era una sorta di comune in cui bisognava fare pipì in un pentolino. In Germania, poi, ci fu la prima sbronza di Erica con una birra, e lei si ritrovò a raccontare la propria vita ad ogni persona che incontrava quella sera!
 
4) Cosa si prova a spartire un palco insieme ad un gruppo come gli Japandroids? Avete qualche aneddoto divertente sul duo Canadese? 
 I Japandroids sono simpaticissimi e assolutamente pazzi. La cosa che più ci ha shockato è stato scoprire che prima di suonare il batterista è solito mangiare una radice di zenzero. Per quanto riguarda Brian (chitarrista, ndr), lui è un amante folle del Jack Daniel's. Tra l'altro ha poi trasmesso questa passione a Nicola, che ne fa un grande uso nelle sue mega sbronze: per dirvene una, durante quel tour si è messo a fare stage diving in mutande davanti a 600 persone...eh si, quello possiamo definirlo il tour dello stage diving.

5) Neutral Milk Hotel, Suuns, Lee Ranaldo, sono solo alcuni nomi degli artisti che saranno al Beaches Brew a suonare insieme a voi. Come la vivete?
 
Siamo molto emozionati e molto contenti, anche se indubbiamente sentiamo la pressione nel condividere il palco con questi grandi nomi. Non è proprio una cosa da niente!

6) Vediamo se riusciamo a spiazzarvi: se poteste rappresentare una corrente artistica, cosa scegliereste?

Costanza: Bella questa! Personalmente, anche seguendo il mio modo di comporre testi, direi il surrealismo perché quando scrivo lo faccio in uno stato tra il sogno e la coscienza, senza avere radici prettamente nella realtà.
Erica: A me piace molto la pittura italiana degli anni '70, e anche Bruce Nauman.
Nicola: Impressionismo.
Lorenzo: io espressionismo, mi piace la contrapposizione che c'è soprattutto tra espressionismo francese e tedesco.

7) Bene ragazzi, noi abbiamo finito, vi lasciamo alla vostra serata...notte brava in programma?
Neanche tanto in realtà! Non faremo tardi, domani (20 Marzo, ndr) partiamo per il tour in Germania, e anche se abbiamo un mega furgone con tanto di autista è bene che siamo ben svegli anche noi!


Ecco un paio di link utili per immergervi nelle atmosfere oniriche e sospese dei Be Forest:
Facebook: https://www.facebook.com/beforest3?fref=ts

YouTube: https://www.youtube.com/user/WWNBBcollective

Vi lasciamo intanto con un piccolo assaggio...buon ascolto!



Intervista realizzata in collaborazione con Red Capacci

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