I Metronomy, quartetto inglese capitanato dalla mente di Joseph Mount, rilasciano l'attesissimo album intitolato "Love Letters", dopo lo splendido lavoro che era stato "The English Riviera", album che si farà ricordare. In questo disco le sonorità cambiano, si fanno più complesse e vintage, le atmosfere si fanno più rarefatte e a tratti psichedeliche. Le aspettative erano tante, e non sono state deluse, neppure per un attimo.
L'album si apre con un leggero beat che ci introduce "The Upseletter", brano decisamente piacevole con delle sonorità vintage che ci fanno sognare ad occhi aperti; la chitarra è decisamente uno sfondo magnifico dalla seconda parte del brano in poi. La seconda traccia, "I'm Aquarius", il singolo che ha anticipato l'album (il cui video trovate in fondo a questo articolo), si dimostra una canzone molto evocativa, uno stile davvero inaspettato, minimale e lento. "Monstrous", la terza traccia del disco, sembra un po' ricordarci l'album precedente per le sonorità. I sintetizzatori sono stati usati con sapiente abilità. "Love Letters", la quarta canzone che porta il medesimo titolo dell'album, e secondo singolo presentato dalla band, si apre con un lento ritmo di trombe decisamente psichedelico e spettacolare che anticipa l'esplodere della carica energica del singolo, che vuole un pò ricordarci gli anni 60. La traccia seguente si apre con un riff di chitarre decisamente anni 80/90, sembra rievocare per un attimo i "The Cure". Con "Boy Racers" cambiano decisamente le cose: si passa ad uno psichedelico gioco di synth da sonorità duali, moderne e vintage al tempo stesso, per una traccia completamente strumentale e che risulta essere una migliori dell'intero disco. Del resto i Metronomy ci hanno dimostrato più volte di essere abilissimi con le tracce strumentali completamente elettroniche. Il brano si interrompe bruscamente, lasciando il posto a "call me", minimale traccia psichedelica attorniata da atmosfere lounge e rilassanti, davvero ben fatta. L'ottava traccia intitolata "The Most Immaculate Haircut", altra perla del disco, si rivela un brano decisamente inaspettato, con la voice di Joseph Mount che si fa più stirata e che viene interrotta da dei visionari rumori di cicale e schizzi d'acqua di una piscina. "Reservoir", penultima traccia del disco, sembra una parigina melodia di sintetizzatori decisamente un esperimento ben riuscito. L'ultima traccia del disco si chiude con un brano dove chitarra e voce la fanno da padrona solo in apparenza, il brano é molto psichedelico e trasognante; sembra proprio rievocare le atmosfere di English Riviera.
Per concludere, decisamente un ottimo disco, i Metronomy dopo un album allo stato dell'arte hanno saputo riconfermarsi dimostrando di non avere perduto la loro essenza, pur evolvendo il loro stile ad un livello ancora più alto. Ci aspettiamo grandi cose da questa band, come pure ci aspettiamo di vederli in Italia in concerto, per un disco che sicuramente sarà elencato tra i migliori dell'anno.
VOTO: 8.5
