martedì 24 giugno 2014

Dopo il crowdfunding, Vincenzo Maggiore presenta ufficialmente la sua "Via di fuga"

A cura di Mariagrazia Carbotti

Dare spazio ai giovani, quelli che hanno qualcosa da dire, emozioni da trasmettere, che si fanno avanti nonostante i tempi grigi e la svalutazione generazionale di cui sono vittime. Vincenzo Maggiore, trentenne brindisino, è tra le fila di questa categoria ed usa la musica come ancora di salvezza per vivere e farsi largo, giorno dopo giorno. 
Il suo percorso inizia nel 2005, quando, con la band Prove a distanza, si cimenta nell'imbastire concerti di cover di brani di Liga, Vasco e dei Negrita. Nomi popolari che permettono loro di farsi spazio nel panorama musicale locale e di farsi conoscere, fino a produrre canzoni inedite ed a varcare il palco di Sanremo Rock, tra i primi quindici finalisti nel 2008. Dopo di che, la band si scioglie, i componenti imboccano strade diverse, ma Vincenzo non demorde, vuole fare il cantautore e si cimenta in progetti nuovi, più maturi, meno giocosi e rumorosi. Accompagna nel biennio 2010-2011 la cantante Lighea, in qualità di corista e musicista, nel suo tour nel Centro e nel Sud Italia, avendo modo di uscire dai confini di Puglia e Basilicata e di crescere, acquisendo maggiore sicurezza e padronanza artistica. Si avvicina ad un cammino più profondo, introspettivo, quotidiano. Nel 2013 il grande passo: riesce a concludere il progetto di crowdfunding, "3000 ragioni per una Maggiore soddisfazione", grazie al quale pubblica il suo primo disco di inediti, Via di fuga. 

Il crowdfunding sta prendendo piede a poco a poco in Italia. Come sei venuto a conoscenza di questa possibilità? Lo consiglieresti a dei giovani emergenti come te?
"Un mio amico, anche lui cantautore, che vive a Milano mi ha parlato dell'opportunità del crowdfunding promossa dal sito Produzioni dal Basso. In una manciata di mesi, ho raccolto quasi cinquecento adesioni e me ne sono meravigliato, è stato grazie a queste persone ed alle loro offerte che ho potuto continuare a registrare il disco. Avevo già iniziato a farlo, a titolo gratuito, in un laboratorio urbano di Brindisi, l'unico ostacolo erano i tempi che risultavano troppo diluiti. E' stato stupefacente il passaparola che è nato attorno alla mia realizzazione, la gente ha creduto in me e nella mia voglia di fare ed io ho potuto constatare sulla mia pelle che la mia musica piaceva davvero. Questo mi ha dato la forza di andare avanti. Lo consiglio vivamente a tutti gli artisti emergenti come me, funziona. Io lo rifarei"

Il contratto con Lupo Editore è arrivato solo in seguito alla pubblicazione del tuo album. Qual è stato l'apporto che ti ha dato avere dietro un'etichetta?
"La Lupo Editore è subentrata quando all'incirca seicento copie del mio disco erano già in giro per l'Italia. Mi inorgoglisce il fatto che il mio editore abbia creduto così tanto in me da propormi questa collaborazione. Già è rischioso investire su un giovane cantautore pressoché sconosciuto, il rischio raddoppia quando quest'ultimo ha già pubblicato qualcosa di completamente suo. La Ululati/Lupo Editore mi permetterà di pubblicare a fine Settembre la versione ufficiale di Via di fuga che sarà in una veste grafica nuova, con pezzi bonus e collaborazioni artistiche di spicco" 

Via di fuga è un titolo importante, è palese che nasconde in sé una dietrologia sottile. Ce la spieghi?
"Ho sintetizzato in questo titolo quello che la musica è per me. E', difatti, la mia personalissima via di fuga dalla realtà, esprime l'essenza del modo in cui vivo quest'arte: senza fronzoli, senza pretese, onestamente. E' grazie ad essa che il mio animo da sognatore trova riparo ed è il mio unico modo per stare al mondo, per darmi una ragione"

Le tue canzoni hanno venature tipiche dello stile cantautorale italiano classico. Credi che questa sia la scelta vincente per entrare nel mondo del mercato?
"Il disco contiene brani intimi, profondi. Non mi sono mai posto il problema di dover perseguire una determinata forma o stile per poter conquistare una più ampia fetta di pubblico. Riconosco che per comprendere le mie canzoni occorre una sensibilità particolare, forse estranea alle orecchie dell'ascoltatore medio. Questo si evince anche dalla rosa di musicisti che hanno accettato di collaborare con me, poco conosciuti al grande pubblico ma celebri sulle riviste specializzate, tra i quali Camillo Pace, i Missiva, Matteo Terzi. Alcuni pezzi, però, sono più radiofonici ed allegri, quindi, a mio parere, la mia musica può dirsi abbastanza versatile"

Sei un'artista completo, scrivi i testi e componi la musica da solo. A cosa ti ispiri? Hai un modo tutto tuo per farlo?
"In genere, mi occupo prima della melodia e poi ricamo i testi attorno ad essa. Non è la regola, però. Devo sempre portarmi dietro un taccuino per poter annotare le frasi o i ritornelli che mi vengono in mente ed evitare di dimenticarli. Succede sempre nel momento in cui meno te l'aspetti e non posso posticipare la stesura delle idee che altrimenti mi sfuggono. Gli attimi vanno colti quando sopraggiungono. Cerco sempre di non darmi scadenze, limiti di spazio o di tempo, mi lascio trasportare dall'entusiasmo. Ho l'animo romantico e sognatore"

C'è qualche nome del panorama nazionale italiano che senti più vicino a te?
"Non posso non citare i miei tre maestri prediletti: De André, Dalla e De Gregori. Mi piacciono molto anche Silvestri e Fabi. Queste sono le figure cardine a cui mi rivolgo. Tra i nuovi nomi della musica italiana, seguo con attenzione ed interesse Zibba. Lo ritengo un' artista completo, originale e sicuro di sé sul palco, come ho potuto vedere di persona aprendo un suo concerto pugliese"

Quali sono le prossime tappe del futuro di Vincenzo Maggiore e della sua musica?
 "Uno dei miei principali obiettivi è quello di valicare i confini della Puglia, regione nella quale ho avuto il piacere di far conoscere maggiormente le mie canzoni. Mi piacerebbe ascoltare i pareri oggettivi di gente che non conosce me e non conosce il mio percorso. Vorrei proporre i miei lavori ad orecchie vergini, che mi possano apprezzare o indicare nuovi orizzonti per poter migliorare me e la mia produzione. Fatto sta che il lavoro contenuto in Via di fuga è il migliore che potessi fare e sono contentissimo del seguito che sta ottenendo" 

I suoi testi sono genuini, diretti, giovani. Propongono svariate nuances di una tematica importante, il rapporto con sé stesso e con l'altro. Positivo o negativo, guidato dal sentimento o dalla razionalità, è posto al centro dell'album con un savoir faire che si direbbe difficile da rintracciare in un musicista emergente. Eppure, Vincenzo è in grado di conferire personalità alle sue tracce, a volte malinconiche (Pezze a colori è un vero e proprio castello con le pareti colorate di un turchese nostalgia che stringe il cuore) a volte più grintose e mordenti (come la titletrack Via di fuga che incita ad andare avanti, nonostante i se, le porte chiuse ed il panico dei momenti difficili). 
Potete seguire Vincenzo Maggiore visitando il suo sito internet, cliccando 'Mi piace' sulla sua pagina Facebook ed ascoltare i suoi brani sul suo profilo Soundcloud.



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