martedì 11 novembre 2014

Recensione: Jon Hopkins - Asleep Versions


Un ep. Quattro tracce. Un viaggio. Un sogno ad occhi aperti. 
Questo ed altro ancora, l'ultimo lavoro di Jon Hopkins arriva a chiudere il cerchio legato a "Immunity", l'album che ha stregato tutti i fan della musica elettronica e non solo.
Partendo con il parlare di questo disco, occorre considerare l'Islanda come ambiante circostante al nostro ascolto. Si percepisce quanto Jon Hopkins si sia lasciato ispirare dalle atmosfere lente e rarefatte, congelate e notturne dell'Islanda, regalandoci quattro canzoni che si prestano a diversi tipi di ascolto. Sono quattro tracce oniriche, visionarie, rilassanti e multi-dimensionali, che partendo da Immunity, in una chiave del tutto diversa rispetto a quella già sentita nell'omonimo album, ci trascina immediatamente in un altra atmosfera da quella a cui si è abituati a vivere; lontano, in un ampio silenzio, riempito da tutto un'infinito che nella sua leggerezza riesce a farsi pesante. Rumori, echi, cori e atmosfere, con cui il nostro Jon Hopkins riesce magistralmente a creare un architettura sonora in grado di farci dimenticare tutto il resto.

La seconda e la terza traccia, passano portando con sé le medesime sensazioni sovra descritte. E la quarta, un'imprevedibile "Open eye signal", aggiunge a tutto ciò la nostalgia. La nostalgia di qualcosa che si è finito troppo presto. Le note al pianoforte che sopraggiungono alla fine, ci lasciano immaginare un altro scenario magico e surreale in cui farci trasportare, uno scenario che purtroppo non vedremo mai, vista la fine prematura della traccia. Jon Hopkins ci sa maledettamente fare, questo ormai è più che scontato. E' chiaro che oltre all'immensa statura espressa nella strutturazione della sua musica, va ad aggiungersi un importante impalcatura metafisica fatta di sensazioni e sentimenti che avvolgono il suo suono. La sua musica è destinata a restare nel tempo.

Voto: 8

Recensione a cura di Davide La Rocca

Soundradar © 2014 - Tutti i diritti sono riservati